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MYRTUS DIANAE

Verso la metą degli anni '80, compiuti gli studi universitari di agraria, ero impegnato nell'opera, per me ciclopica in quei tempi, di ristrutturazione dell'azienda agricola di famiglia dopo anni di completo abbandono e degrado sotto ogni punto di vista. Mentre attentamente ripulivo un piccolo boschetto di preziose specie vegetali selvatiche, ebbi un'esclamazione di sorpresa: Il Mirto qui!!!... cosa ci fa costui???
Incuriosito ho perlustrato le zone circostanti, ma senza esito e neanche gli agricoltori della zona ne conoscevano l'esistenza.
Quindi un lampo: era il Mirto sacro a Diana! La pianta con cui riporto in vita l'amato Ippolito strofinandone il corpo con un ramoscello. Egli stesso diventerą il Rex Nemorensis, custode del Bosco Sacro, il Nemus Dianae.
Quei cespugli cresciuti insieme ad altre piante certamente autoctone, come lecci, staffilee, querce e roverelle, corbezzoli e rosmarino, testimoniavano l'esistenza della macchia prestorica che anticamente rivestiva il bacino del lagi di Nemi
Un bosco tanto prezioso e ricco di specie a cui le antiche popolazioni locali hanno dato il significato importantissimo di NEMUS, ossia il Bosco Sacro di epoca primordiale dedicato al culto della Grande Madre Terra e successivamente a Diana, divenendo NEMUS DIANAE.
Questo "relitto verde", rinvenuto ai margini dell'antico Santuario di Diana Nemorense dove ricade la nostra azienda, quasi miracolosamente scampato alla legge distruttiva dell'agricoltura contemporanea, era ricresciuto nel luogo dell'antico NEMUS custodito nel Grande Piano dell'Area Sacra. un luogo denominato da sempre con un termine significativo: Giardino o anticamente... Gan Eden!
Con grande emozione ho raccolto questo messaggio del passato e dai ciuffi millenari di mirto che qua e lą spuntavano, ho riprodotto le nuove piante da collocare dov'era possibile su tutta l'azienda. Questa notevole disponibilitą di mirto ha ovviamente stimolato la mia grande passione: fare liquori.
Ho pensato quindi ad una ricetta semplice, ma importante, con bacche di mirto, simbolo dell'attaccamento alla terra, e miele delle nostre api, simbolo di laboriositą, per ritrovare una senzazione unica: il Sapore Antico!

Gino De Sanctis

 
 
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Data ultimo aggiornamento13/06/2013 15.41