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IL CICLO
DELL'ACQUA |
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L'acqua è l'elemento fondamentale della nostra esistenza. La vita, come sappiamo, si è formata grazie all'acqua; i processi di invecchiamento e la conseguente morte avvengono in una situazione di graduale diminuzione di acqua nell'organismo. |
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Ha un'importanza basilare nella caratterizzazione dell'ambiente determinando con la sua presenza abbondanza di specie animali e vegetali o nelle situazioni estreme la desertificazione di intere aree.
E' una risorsa primaria che
determina lo sviluppo economico e sociale del territorio e
soprattutto la qualità della vita delle comunità insediate
Ciò che probabilmente è avvenuto sui Monti Latini abitati da popolazioni che nei secoli si sono sviluppate e divenute potenti grazie alla presenza di acqua in quantità e qualità tale da stabilire una relazione con la crescita e l‘evoluzione di un popolo.
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La nostra zona infatti è ricca di sorgenti, falde acquifere, ma soprattutto laghi di origine vulcanica, vere e proprie cisterne naturali di inesauribile riserva idrica.
In origine se ne contavano almeno sette , poi nei secoli via via scomparsi o prosciugati più o meno per intervento umano. Attualmente ne rimangono due, il lago di Nemi, dove si trova la nostra azienda, ed il lago di Castel Gandolfo, anch'essi parzialmente ridotti nell'antichità con la costruzione dei due noti emissari .
Non a caso questa area è stata la culla della più mitica città del nostro passato: Albalonga e certamente il seme della città eterna per eccellenza: Roma.
Tutto ciò grazie a due fattori strettamente legati: posizione dominante sul territorio e notevole presenza di acqua.
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E' indiscutibile che anticamente l'acqua rivestisse un'importanza sociale ed economica fondamentale:dissetare genti ed animali,irrigare campi, muovere macchine ed essere importante via di comunicazione.Insomma tutto al pari , ad esempio, del valore attuale del petrolio con la differenza che questo a breve finirà e dovrà essere sostituito da altre fonti di sussistenza.
Mentre l'acqua è rinnovabile: a un certo punto ritorna allo stato di vapore acqueo nell'atmosfera e successivamente sulla terra sotto forma di pioggia creando così quel processo che dura ormai da milioni di anni che definiamo il “CICLO DELL'ACQUA”, che ha originato mari, fiumi, laghi, falde idriche in ogni parte del pianeta.
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Il nostro percorso denominato appunto “IL CICLO DELL'ACQUA” vuole riscoprire alcuni aspetti del prezioso elemento nella sua avventura terrena ricostruendo gli ambienti e gli usi più caratteristici, che hanno permesso ai popoli di svilupparsi e migliorare la propria condizione nei secoli, e ricordando sempre che l'acqua che scorre davanti ai nostri occhi può provenire da qualsiasi parte della terra e essersi formata in chissà quale epoca . Infatti ci sono acque che sgorgano da sorgenti o falde sotterrane dopo decine se non centinaia di anni dalla loro formazione.
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Il luogo particolare in cui siamo conduce immancabilmente il nostro pensiero alla vicende storiche e leggendarie di Albalonga, dove l'importanza dell'acqua assume un significato politico e strategico elevatissimo, tale da lasciare una traccia indelebile sul territorio e nella nostra cultura. |
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L'esatta ubicazione di Albalonga non è stata individuata e neanche i resti della città, ma alla luce di recenti ritrovamenti si è formulata una nuova ed affascinante teoria: Albalonga sovrastava l'intero territorio dei Colli Albani da una posizione preminete: il lungo ed ampio crinale del Monte Artemisio, che molto ha restituito in fatto di reperti e testimonianze, con il sottostante lago che occupava l'ampia zona oggi nota come Pratoni del Vivaro.
Un lago immenso che avrebbe dato
alla città potenza economica e rispetto
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Degli antichi laghi ormai scomparsi o quasi dei Monti Albani annoveriamo: Lago di Vallericcia, Laghetto di Pavona, Lago dei Campi di Annibale, Lago di Giulianello e, appunto, Lago di Albalonga, dei quali ne è rimasta memoria e tradizione, nonché la caratteristica composizione dei suoli umiferi e torbosi. E ancora, nel versante dei Monti Tuscolani, i bacini di Pantano Secco, Prata Porci e Valle Marciana.
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n pratica un
grande sistema idrico che, seguendo i
dislivelli naturali del terreno e
opportunamente collegato, garantiva una
efficiente e redditizia distribuzione delle
acque a Nord e Sud del territorio
circostante e soprattutto nelle sottostanti Campagna Romana e Agro Pontino.
Quasi sicuramente tutti i laghi erano tra loro comunicanti, come testimoniano gli antichi emissari ancora esistenti e funzionanti, ed altre opere di vera e propria ingegneria idraulica.
Così dall'alto il Lago di Albalonga immetteva le acque attraverso chiuse ed una rete di canalizzazioni nel Lago di Nemi e di Castel Gandolfo, e questi tramite gli emissari rispettivamente con Vallericcia e il Laghetto di Pavona, sfociando le acque, prima di giungere in quest'ultimo, nella località nota ancora oggi come Mole di Albano, dove per molti secoli hanno mosso le macine o mole.
Un'altra possibile diramazione dirigeva verso Valle di Molara,
all'incirca l'attuale tracciato della via Anagnina sotto i
Monti Tuscolani, probabilmente ripreso dall'ancora esistente
Acquedotto Aldobrandini, per finire dritto al bacino lacustre
di Pantano Secco, proprio sotto Frascati e da qui è molto breve
la distanza per Roma. Si metteva, così, in moto un grande meccanismo
che era l'espressione stessa
di laboriosità e ingegno che animavano queste antiche
popolazioni e nel contempo ci danno un'immagine delle loro
abitudini e della lotta quotidiana per la sopravvivenza .
Lungo tutta questa rete per la distribuzione delle acque articolata come una ragnatela sul territorio rimane un susseguirsi di nomenclature e terminologie tutt'ora in uso di indubbia e secolare origine. Abbiamo cosi le varie via delle Mole, via delle Molette, via del'Emisario, vicolo dei Macinanti, via delle Piscine, Fosso della Molara, etc.
Poi diverse località: Mole di Nemi, Colle della Mola, e addirittura una da rimanere quasi sbalorditi, come risulta da un'antica cartografia, denominata Località Porte di Ferro, quasi a significare la presenza di probabili antiche chiuse.
C'e da notare che a questa coincidono anche nella toponomastica attuale dei punti di tracimazione (possibili) dell'antico Lago di Albalonga , proprio in corrispondenza di canaloni in parte naturali in parte artificiali che collegano i Pratoni del Vivaro con il Lago di Nemi.
Il percorso da noi realizzato si snoda in questa sorta di scenografia all'aperto in cui riproduciamo canali, laghetti, il mulino a pala, vasche, fontanili, piccole paludi, etc..., come in un volo dalle soprastanti colline alle campagne fino al mare, dove l'acqua nel suo scorrere naturale unisce leggenda, storia e ambiente.
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