Storia e Archeologia - Il Giardino di Diana a Nemi

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L’importanza storica del lago di Nemi risiede in primis nella particolare attività geologica che l’ha prodotta. Infatti prende origine dal grande Vulcano Laziale emerso a cominciare da circa 600mila anni fa, precisamente nel corso della fase “idromagmatica” iniziata all’incirca 200mila anni fa. Non è certo quale fosse in questo periodo forma e consistenza della penisola italica, e soprattutto del territorio del Lazio primordiale; la presenza di fossili marini sui monti immediatamente a ridosso dell’agro pontino e dell’area vulcanica, fanno pensare all’esistenza di un antico mare, da cui sarebbe poi emerso l’edificio vulcanico. La datazione più antica per quanto riguarda ritrovamenti umani nella penisola è, al momento, di 800mila anni circa, attribuiti al cosiddetto Homo cepranensis rinvenuto proprio nel Lazio,in provincia di Frosinone, appartenente ad un ceppo di Homo erectus. Mentre in prossimità di Isernia è stato rinvenuto uno dei più grandi giacimenti fossili di animali selvatici d’Europa più o meno risalente a 700 mila anni fa. In particolare questo ritrovamento descrive una penisola con caratteristiche molto simili ad una savana, dove primeggiavano elefanti, leoni, mammuth, rinoceronti, bisonti, orsi, tigri dai denti a sciabola e molte altre specie ancora. Ancora resti dell’uomo di Neanderthal sono stati trovati nei pressi di Roma nella zona di Saccopastore datati 120mila anni, e presso il promontorio del Circeo. Nell’area dei Colli Albani sono emersi reperti litici di Homo sapiens del Paleolitico Superiore corrispondente a 40mila anni fa, epoca in cui si ritengono estinte tutte le altre specie umane preistoriche, nel pieno dell’ultima Glaciazione. Intorno al VII millennio a. C., anche sulla base di resoconti storici in modo particolare nella Naturalis Historia di Plinio del I sec. d.C., la forma della penisola italica era quella di “folia quernus”cioè simile a una foglia di quercia.


Italia preistorica: secondo Plinio e secondo le attuali indagini geologiche

Recenti indagini geologiche confermerebbero questo dato, descrivendo una regione, la Tirrenide, che, alla fine dell’ultima Era Glaciale coincidente a circa 8\10mila anni fa, era collegata ad occidenteall’isola d’Elba e al complesso Corsica-Sardegna, mentre a sud univa Sicilia, Malta e Gozo. Ad oriente occupava gran parte dell’Adriatico, con le foci del Po fin quasi a ridosso delle coste abruzzesi. La profondità del mar Tirreno risultava più bassa di 100\120 metri, il che rendeva le pianure laziali assai più ampie di quelle attuali. In questa fase varie popolazioni risultavano presenti in tutta la penisola e in modo particolare nel Lazio, ma, secondo autori classici greci e romani, la colonizzazione in terra italica sarebbe avvenuta migliaia di anni prima. Veniva descritta come la “Saturnia Tellus”,ovvero la Terra di Saturno, il luogo dove era fiorita la prima e più antica civiltà umana per opera di Saturno della stirpe dei Titani, considerati gli dei più antichi, a sua volta padre di Zeus o Giove e degli dei dell’Olimpo o Pantheon latino. Secondo fonti antichissime, intorno al 28\30mila a.C. diviene sovrano del mondo intero durante l’Età dell’Oro, fonda la capitale del suo immenso regno Saturnia sugli attuali Campidoglio e Palatino, governando il pianeta assieme agli uomini creando una civiltà avanzatissima in ogni settore della conoscenza. Elemento architettonico caratterizzante di quest’epoca sarebbero le costruzioni megalitiche abbondanti soprattutto nel Lazio, ma presenti anche in Toscana, Umbria, Abruzzo e Meridione,ma ugualmente presenti in tutto il Mediterraneo, Egitto, Sud America. Blocchi in pietra del peso di decine e centinaia di tonnellate venivano trasportati come fruscelli a volte per decine di chilometri per realizzare mura, porte, strutture sacre e spesso enigmatiche. In tal modo sono state costruite le antiche città di Alatri, Ferentino, Anagni, Arpino, Formia, Orbetello, Amelia, i Templi di Ggantija a Gozo, la Piattaforma di Baalbek in Giordania, ma anche le Grandi Piramidi egizie e le antiche città del Sud America come Cusco, Machu Picchu, Tiahuanaco, Ollantaytambo, in cui si rilevano datazioni che retrodatano la storia di migliaia e migliaia di anni.

  
Le mura di Alatri                                                            Baalbek monolite presso una cava e Ollantaytambo, Perù: porta e mura megalitiche

E’ proprio durante l’Età dell’Oro che il Lago di Nemi diviene un luogo sacro di importanza primaria per i culti nel frattempo istituiti, in particolare per il culto della Grande Madre, figura fondamentale per tutta l’umanità. Il lago assume un simbolo di sacralità per molte civiltà antiche in ogni continente mantenuto tale nei millenni successivi, così come il vulcano che diviene per tutti i popoli della terra la “ montagna sacra” simbolo della Creazione. Su questa grande civiltà si sarebbe ad un certo abbattuto un evento catastrofico di portata planetaria cancellando in un attimo il lavoro di millenni e quasi il genere umano: il “Diluvio Universale”. In seguito a questo evento si scatenò la potenza eruttiva del Vulcano Laziale e della catena vulcanica tirrenica, provocando il distacco della Sicilia dal resto dell’Italia, l’inabissamento della Tirrenide, piogge diluviali incessanti per decenni e aumento di oltre cento metri del mar Tirreno.


Lazio: catena vulcanica

Questo cataclisma ulteriore si sarebbe verificato tra il V e il II millennio a.C. forse con fenomeni in più riprese, provocando migrazioni di massa dei popoli insediati, sia verso zone continentali interne che per mare, in particolare verso Grecia ed Egitto. Nel corso dei secoli si ebbero a loro volta migrazioni di popoli verso la terra italica, in particolare di ceppo Indoeuropeo che si fusero con le popolazioni autoctone, tra cui i Pelasgi, Siculi e proto Umbri . Il Lazio Antico vedeva la presenza dei Latini già dal II millennio a.C. , dal loro termine “Latus” dovuto alle ampie aree pianeggianti di questa regione, da cui poi derivò l’appellativo di ”Latium Vetus” ad indicare il territorio in seguito occupato, delimitato a nord dal Tevere, dai Monti Prenestini ad est, a sud dai Monti Lepini, con annesse la Campagna Romana e l’Agro Pontino. Il Vulcano Laziale e il complesso dei Colli Albani si ergono al centro della regione costituita, in una indubbia posizione strategica, innumerevoli i centri fondati o riavviati a nuovo sviluppo: Ardea, Aricia, Tusculum, Lanuvium, Circei, Cabum, Norba,….. Il XIII sec. a.C. assiste all’arrivo di Enea esule da Troia conquistata dai Greci sulle coste laziali, un fatto fondamentale nei destini del mondo antico. Si allea con Latino re dei Latini nella guerra contro Turno re dei Rutuli che vengono sconfitti, sposa Lavinia figlia di Latino e fonda la città di Lavinium sulle alture sovrastanti il litorale, la cui acropoli sorgeva presso l’attuale borgo di Pratica di Mare. Ascanio o Julio, figlio di Enea e Creusa, dopo trent’anni fonda sui Colli Albani Albalonga dove regnerà per quasi quarant’anni, diventando di fatto il capostipite dei Re di Roma. Enea sarà venerato e considerato fondatore della Civiltà Romana, la famiglia imperiale di Augusto la gens Julia discendente diretta dell’eroe troiano nella figura di Julo suo figlio, Troia considerata dai Romani la Madrepatria. Il grande Santuario di Enea costruito nell’area sacra di Lavinium composto dalle XIV are e dall’Heroon per secoli ha rappresentato il più importante luogo di culto delle genti latine e dei popoli italici. Durante l’egemonia di Albalonga il Santuario di Diana al lago di Nemi diviene centro amministrativo e religioso dei popoli facenti parte della Lega Latina, nel Nemus Dianae, il bosco sacro a lei dedicato nella conca vulcanica del lago, Rea Silvia ultima discendente dei Re della città darà alla luce Romolo e Remo, i gemelli figli del dio Marte, che fonderanno Roma.

Navi Romane: prima e dopo la ricostruzione

Nel periodo repubblicano e imperiale il Santuario raggiunse il suo massimo splendore sviluppandosi attraverso terrazzamenti sovrapposti e assumendo carattere di vera e propria “Civitas Religiosa”, era meta di pellegrinaggio di tutti i popoli antichi e collegato grazie al fitto sistema viario romano con ogni angolo dell’impero. La presenza delle due splendide Navi Sacre volute dalla famiglia imperiale Giulio-Claudia , rappresentava la riunione del culto Diana-Iside nel luogo di origine sacro alla Grande Madre, il complesso di dimore imperiali che abbracciavano quasi completamente i due laghi, rendevano il Lago di Nemi e tutta l’area circostante una Meraviglia del Mondo Antico. Un rovinoso terremoto abbattutosi intorno al V sec. e la fine dell’Impero Romano decretano l’abbandono del grande Santuario di Diana che non viene riconvertito al nascente culto Cristiano, nel corso dei secoli sarà inesorabilmente spoliato di tutte le ricchezze e opere d’arte, finite in dimore principesche, collezioni private e clandestine, musei in ogni parte del mondo. Non cade nell’oblio il culto Diana-Iside che, superando lotte e guerre di religione in ogni tempo, da decine di secoli mantiene tutta la sua forza e il suo fascino nel cuore delle genti.




 
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